Almirante Giorgio

wpe2.gif (10804 byte) Almirante con i picchiatori fascisti all'università di Roma

 

Nato a Salsomaggiore il 27/6/1914. Durante il fascismo diviene redattore del giornale "Difesa della Razza" dove ad esempio scrive: "...Nella manomissione della cultura e della vita politica italiana operata dagli ebrei, la scalata al giornalismo occupa un posto di primissimo piano, ed è perciò che abbiamo voluto così ampiamente (seppure assai incompletamente) documentarla...". Aderisce, quindi, alla Repubblica di Salò, dove viene nominato capo gabinetto del ministro della cultura popolare, Mezzasoma. Sarà in tale veste che firma, nell'Aprile del 1944 un bando in cui intimava la resa ai partigiani, pena la "fucilazione alla schiena". In base a quel decreto 83 abitanti di Niccioleta, in Maremma, furono uccisi da repubblichini e nazisti. Per questo reato è stato condannato da ben 5 tribunali, ma non ha fatto neanche un giorno di carcere.
Nel gennaio 1946 fonda il più importante gruppo organizzato fascista dell'epoca, insieme a Clemente Graziani, Julius Evola e Pino Rauti: il FAR.
Nel giugno del 1969 viene eletto segretario del MSI.
Nel 1980 pubblica un libro dal titolo "Processo alla repubblica" edito da Ciarrapico Editore, in cui scrive "...la prima Repubblica italiana, nata dalla resistenza, è finita; ne è stato proclamato il fallimento morale, civile e politico. è nata dalla libera volontà del popolo, e senza spargimento di sangue, la Nuova Repubblica, i cui reggitori, liberamente eletti, hanno deciso di sottoporre a processo i responsabili sopravvissuti della prima Repubblica. Il processo non ha fini di vendetta, perché il popolo italiano ha realizzato la pacificazione nazionale...". Profetico, o più semplicemente, potenti personaggi della finanza e della politica italiana hanno fatto proprio il suo progetto politico ?
Muore a Roma il 22 Maggio 1988. Purtroppo al suo funerale partecipano i più alti esponenti della sinistra istituzionale, segretario del PCI in testa.