Rocca Renzo

Fedelissimo del gen. De Lorenzo, insediatosi fino al giugno 1967 alla direzione Ufficio REI (Ricerche Economiche e Industriali) del SIFAR, dove, negli anni '50 e '60, si era occupato della raccolta e della amministrazione dei finanziamenti della grande industria finalizzati a stroncare ogni forma di opposizione in Italia. Si era anche occupato di intrattenere i rapporti fra il SIFAR e Luigi Cavallo. Il col. Rocca è forse il primo e il più importante degli oscuri "suicidi" fra gli alti gradi dell'esercito. Viene infatti trovato morto il 27 Giugno 1968 nel suo ufficio a Roma. Il magistrato Ottorino Pesce a cui è affidata l'inchiesta nutre seri dubbi sulla tesi del suicidio e viene immediatamente rimosso. Era stato messo in pensione dal gen. Aloja, pochi mesi dopo nel febbraio del '68 aveva aperto un proprio ufficio a Roma, intestato alla FIAT. Tutto il personale di Rocca proveniva dalle file del SIFAR. Immediatamente dopo la morte di Rocca ben due gruppi di ufficiali del SID si precipitano nel suo ufficio, immediatamente dopo arriva anche un ufficiale della divisione Affari Generali e Riservati del Ministero dell'Interno, solo un po' di tempo dopo arriva un commissario, che con calma avvisa il magistrato di turno, il quale vede che i precedenti visitatori hanno praticamente già svaligiato l'ufficio.