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Un' intro.

Collocazione storica, come concetto può non piacere, anzi di sicuro fa schifo! Però volevamo in qualche modo specificare, per quanto possa interessare, il contesto appunto storico, in cui uscirono queste fanzine + i nastri audio. Su tutti i perché non ci soffermeremo, anche perché questi sono compiti per sociologi, figure sicuramente più preparate di noi, nel definire queste cose. E poi anche perché, sinceramente, di mettere in piazza le idee di quell'epoca, se non richiesto, oltre che pedante potrebbe risultare troppo di dominio pubblico. E lo sappiamo tutti quanto presente è il Dominio Apparente sulle Cose Reali. E quanto pericoloso possa diventare il suo Esteso Controllo sulla Realtà.

Continua la lagna.

Qua, cari fratelli, compagni o come ci vogliamo chiamare, passano gli anni, ma in realtà i contenuti di 10 anni fa sono gli stessi di ora o di 20, 30 anni fa. E non ci si deve stupire se in realtà sono solo cambiate o evolute le forme di comunicazione, i trend culturali e le passioni tutte. Una minoranza detiene un dominio su tutto un'apparente terribilmente concreto. Qualsiasi e ripetiamo qualsiasi forma di vita che si discosti da quelle rientranti nelle categorie esistenti del dominio dell'avere sull'essere, viene automaticamente esclusa, oltraggiata, sfruttata, imprigionata, dominata, sterminata, raggirata, drogata, apologizzata e nauseata. I proletari in divisa, come li definiva Pasolini, sono di conseguenza sempre più asserviti a quel tipo di logica strutturale. I recenti fatti di Genova ne sono una ulteriore, quanto non necessaria, conferma. Ancora una volta a piangere un morto, ancora una volta a dover subire quella stessa rabbia sorda che parte dallo stomaco e che sfocia in un urlo bestiale di rabbia, indotta, ma reale, e concreta come il muro che la circonda.

 

 

 

 

 

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