Resent-Date: Sat, 18 Oct 1997 16:25:01 +0100 X-Sender: canali@planet.it

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To: arti-party@breton.dada.it

From: canali@planet.it (Mario Canali)

Subject: Tozzi e Museo Gallarate

Date: Sat, 18 Oct 1997 16:24:38 +0200

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>Tozzi rinuncia ai soldi del Premio Nazionale Arti Visive "Città di Gallarate".

 

>In una mostra sull'immateriale non è necessario esporre "oggetti" d'arte.

 

 

Leggo il messaggio di Tommaso e la risposta di Giacomo. Sono daccordo con Giacomo.

Forse è giunto il momento di discutere a fondo alcune questioni. La posizione di Tommaso, giusta per molti aspetti e rispettabile e stimolante come punto di vista, è abominevole per altri. Ma come, siamo ancora alla distinzione tra ariani (gli spiriti immateriali) e non ariani (i materialoni feticcisti)? Pensavo che la distinzione tra mente e corpo fosse superata, e invece salta sempre fuori.

E ancora, non crediamo forse al paradigma della complessità, e allora perchè queste semplificazioni esclusive ed escludenti. E ancora, è vero che le tecnologie ci hanno portato alla rete, ma ci hanno portato anche ad un diverso rapporto con il corpo. L'arte immateriale è solo un percorso possibile, uno degli infiniti. A me interessa il rapporto che attraverso le nuove tecnologie si può avere con il proprio mondo interno, passando attraverso sangue il flusso del sangue, l'irrigidirsi di una pancia, il seccarsi della pelle di una mano, le onde elettriche del cervello, questa ricerca, e mi interessa che il maggior numero di corpi vengano a contatto con le mie interfacce. Per questo mi va bene esporle dovunque. Le ho portate dappertutto, perchè no anche in un museo, specialmente se fa lo sforzo di aprirsi a qualche cosa di diverso.

E ancora, essendo anche uno sciamano, mi va di costruire feticci, l'unica cosa che vorrei è che fossero abbastanza potenti da permettere ad ognuno l'incontro con stati di coscienza che non sapeva di possedere. La libertà passa anche attraverso la conoscenza di sè e il corpo. O no? Ho accettato il premio del museo, mi sono solo lamentato del fatto che non fosse abbastanza remunerativo.

Quanto alla celebrazione, se questa soddisfa il mio insaziabile narciso, e se mi permette di allargare il mio campo d'azione, ben venga! Quanto poi alle logiche di esposizione, all'eslusione di alcuni/e, al solito ripetersi degli eterni meccanismi del mondo dell'arte, qui sì c'è da discutere. Ma per favore, scindiamo quello che è meccanismo del mondo dell'arte e quello che è fare arte.

Chiedo a Tommaso di ripensare la sua posizione. O meglio, ripensala in modo più corretto Se poi la sua azione è un modo diverso di esporre la sua opera, allora va bene così, si può esporre in un museo anche rifiutando di esporre. Non sarebbe certo la prima volta.

 

Vale !

 

Mario Canali

 

 

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